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FESTIVAL DEI POPOLI 2026

“Il filo invisibile: donne, pace, comunità”

Questo il titolo del Festival dei Popoli 2026 che Asti ospiterà dal 25 settembre al 17 ottobre.

Attraverso talk, spettacoli, presentazioni di libri, momenti di convivialità e testimonianze, il Festival offrirà uno spazio di riflessione sui temi della pace, delle migrazioni, della cittadinanza e della costruzione delle comunità, valorizzando il contributo delle donne nei processi di cura, mediazione, inclusione e trasformazione sociale.

Le protagoniste degli appuntamenti provengono da ambiti diversi – giornalismo, cooperazione internazionale, politica, ricerca, associazionismo e impegno civile – e aiuteranno a interrogarsi su una domanda che attraversa l’intero percorso: che cosa tiene insieme il mondo quando tutto sembra spingerlo verso la frammentazione?

Il Festival è promosso dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale dei Migranti della Diocesi di Asti, con il contributo della Fondazione Migrantes, nell’ambito delle iniziative del Festival dell’Accoglienza di Torino, in collaborazione con numerosi enti e associazioni del Terzo Settore, le comunità internazionali dell’astigiano, l’associazione Generazioni Migranti e l’Ufficio Pastorale Migranti di Torino.

 

Per informazioni: migrantes.asti@gmail.com

PROGRAMMA

Venerdì 25 settembre
Ore 18.00 – Piazza Marconi
Inaugurazione del Festival
con la partecipazione del coro Euphonia diretto dalla Maestra Cecilia Castelletti e dei Fili Resistenti.

Di fronte alla stazione dei treni, luogo che da sempre racconta partenze e arrivi, attese e incontri, il desiderio di andare e quello di trovare un approdo, il Festival dei Popoli 2026 inaugura il suo cammino all’insegna dell’accoglienza e della pluralità. Per immaginare insieme una comunità capace di attraversare le differenze, di intrecciare storie e sguardi, di riconoscere nell’incontro con l’altro una possibilità di cambiamento. Perché ogni viaggio, quando trova ascolto, può diventare un nuovo modo di sentirsi a casa.

Sabato 26 settembre
Ore 16.00 – con partenza dal CPIA, piazza Leonardo da Vinci, 22
Il Corteo dei Popoli.

Un’esplosione festosa di colori, lingue e tradizioni attraversa le vie della città per celebrare la bellezza della diversità e il valore dell’accoglienza reciproca. Il corteo rappresenta un’occasione corale di incontro e festa, pensata per far battere all’unisono le differenti identità che arricchiscono il tessuto sociale astigiano. Un cammino condiviso per dare forma visibile all’unione tra i popoli e riscoprire la ricchezza di una comunità aperta, pacifica e multiculturale.

Domenica 27 settembre
Ore 10.00 – Oratorio Don Bosco, corso Dante Alighieri, 188
Il torneo dei Popoli di calcio a 5.

Lo sport si fa linguaggio universale e strumento d’inclusione attraverso un torneo multietnico che vede sfidarsi squadre di diverse comunità. Sul terreno di gioco, il calcio a 5 diventa occasione di incontro per superare le barriere culturali, promuovendo il rispetto reciproco e la socializzazione. Un’iniziativa aperta a tutti per celebrare il valore dello sport sociale e dell’amicizia tra i popoli attraverso il gioco di squadra. Ingresso libero.

Martedì 29 settembre
Ore 18.00 – CPIA – piazza Leonardo da Vinci, 22
Le conseguenze della pace. Donne che ricuciono il mondo.
Dialogo tra Lisa Clark e Anna Pozzi. Moderatrice Giusy Baioni (giornalista).

Dall’impegno globale per il disarmo e la nonviolenza ai reportage di frontiera tra le ferite dell’Africa e del Medio Oriente, l’evento esplora il ruolo chiave delle donne nella risoluzione dei conflitti. Attraverso testimonianze di lotta alla tratta, cooperazione e diplomazia dal basso, il dialogo mostra come l’azione femminile riesca a ricostruire il tessuto sociale. Un’occasione per capire come la pace si edifichi concretamente sul campo, trasformando la cura delle comunità in vera giustizia. Ingresso libero.

Giovedì 1 ottobre
Ore 20.30 – Teatro della Torretta – piazzetta Nostra Signora di Lourdes
Sindrome Italia. O delle vite sospese.
Spettacolo teatrale scritto e interpretato da Tiziana Francesca Vaccaro. A seguire dialogo tra l’autrice e la dott.ssa Nicoleta Senni Pop-Span (Psicologa clinica e Psicoterapeuta).

Sindrome Italia è il termine medico usato per indicare quel “complesso di malattie mentali invalidanti, con ideazione persecutoria, di maltrattamenti e ossessioni ricollegabili alle attività lavorative di cura svolte in Italia”. Lo spettacolo nasce da un lavoro di indagine in collaborazione con l’associazione Adri – donne romene in Italia – e racconta la storia di Vasilica Baciu, donna rumena che ha lasciato la propria casa e i figli per venire a lavorare in Italia. Sola in quella terra, chiusa nelle loro case, si è presa cura di persone straniere, estranei, così come lei è ora estranea a sé stessa. Dall’Italia alla Romania passando per Palermo e Milano, Sindrome Italia è il racconto di un ritorno, delle cicatrici della migrazione, di una femminilità in lotta, è la storia di una e insieme di moltissime donne, le nostre “badanti”. Ingresso libero.

Venerdì 2 ottobre
Ore 18.00 – Diavolo Rosso, piazza San Martino, 4
Voices for Peace.
Concerto a cura del Movimento Studentesco di Asti.

La musica si fa voce e strumento di sensibilizzazione contro ogni guerra nel concerto ideato e promosso dalle giovani generazioni del territorio. L’evento unisce l’energia degli studenti per riaffermare l’importanza dell’impegno civile, della solidarietà e del dialogo tra i popoli. Una serata di condivisione in cui l’espressione artistica giovanile diventa un appello corale per un futuro di pace. Ingresso libero.

Sabato 3 ottobre
Ore 10.30 – Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, sala delle colonne, via Goltieri, 3
Presentazione del libro “C’è di mezzo il mare” di Eva Castelletti.
L’autrice dialogherà con Mattia Gisola (Refugees in Libya APS).

Un’indagine profonda sul dramma delle rotte migratorie nel Mediterraneo e sulle condizioni dei richiedenti asilo nei centri di detenzione libici. Attraverso il racconto diretto e la testimonianza sul campo, la presentazione offre uno sguardo crudo sulle violazioni dei diritti umani e sulla resistenza di chi attraversa il mare in cerca di salvezza. Un’occasione per comprendere le responsabilità della politica e l’importanza della solidarietà dal basso. Ingresso libero.

Ore 16.30 – piazza Statuto
Lettura collettiva dei nomi delle vittime delle migrazioni.

Lettura collettiva a staffetta aperta alla cittadinanza di una parte della Lista delle persone migranti morte nel tentativo di raggiungere e trovare un rifugio sicuro in Europa realizzata dalla “Rete Europea UNITED for Intercultural Action”. Un gesto simbolico, ma concreto, per affermare la dignità di ogni individuo morto, abbattendo il muro dell’indifferenza che accompagna costantemente queste tragedie.

Ore 21.00 – Foyer delle Famiglie, via Milliavacca, 5
Come le mani umide nella farina.
Letture e pensieri di donne contro la guerra a cura del collettivo Le R/Esistenti.

Attraverso metafore di vita quotidiana, cura e resistenza, la performance intreccia voci femminili per denunciare l’assurdità di ogni conflitto armato. Le letture e le riflessioni del collettivo mettono in luce il legame indissolubile tra l’impegno pacifico e il lavoro invisibile di ricomposizione sociale portato avanti ogni giorno dalle donne. Un momento intimo di condivisione e lotta dove la parola si fa strumento di opposizione alla violenza. Ingresso libero.

Domenica 4 ottobre
Ore 17.15 – partenza dal cortile della Parrocchia di San Pietro, corso Genova, 14
Eat&Walk.
Camminata etnogastronomica a cura di Noix de Kola ODV con degustazioni delle cucine: albanese, brasiliana, congolese, ghanese, italiana, marocchina, moldava, nigeriana, peruviana, rumena e ucraina.

Il cibo unisce e aiuta a far conoscere culture, usanze e costumi diversi. Attraverso un percorso a tappe che si snoderà per la città di Asti, le comunità etniche si racconteranno proponendo assaggi dei piatti tipici dei loro paesi.
Contributo di partecipazione: euro 15 per gli adulti, euro 5 per i bambini fino ai 14 anni (il ricavato verrà destinato a coprire parte dei costi di realizzazione del Festival dei Popoli). Ai partecipanti verrà consegnata una mappa con indicazione delle tappe e delle relative degustazioni. Prenotazione obbligatoria entro il 30 settembre 2026 scrivendo a: eatandwalk.ndk@gmail.com.

Lunedì 5 ottobre
Ore 18.00 – Sala Conferenze della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, sede di Asti, piazza Medici, 8
Il welfare invisibile. Donne migranti tra lavoro di cura e legami transnazionali.
Dialogo tra Marie Jeanne Belagizi Sifa (Imprenditrice e coordinatrice della Rete Forum Africane Italiane) e Silvia Dumitrache (Presidente Donne Rumene in Italia). Moderatrice: Chiara Mwanda (Ufficio Pastorale Migranti).

Un’analisi del contributo fondamentale e invisibile delle lavoratrici straniere all’assistenza e al benessere delle nostre famiglie, sospese tra il lavoro in Italia e gli affetti rimasti nei paesi d’origine. Attraverso l’esperienza di chi tutela i diritti delle donne africane e della comunità rumena, l’incontro affronta nodi cruciali come la maternità a distanza, la conciliazione lavorativa e l’integrazione socio-economica. Un confronto per dare valore al lavoro di cura e trasformare il sacrificio individuale in riconoscimento e diritti formali. Ingresso libero.

Martedì 6 ottobre
Ore 18.00 – Foyer delle Famiglie, via Milliavacca, 5
Makala, Ultima Voce.
Proiezione del Docu-film (25’) sull’associazione “Makala Ultima Voce”. A seguire, testimonianze di alcuni volontari.

Il documentario racconta l’impegno di “Makala Ultima Voce”, associazione nata nel 2021 in Valle Po, che promuove accoglienza, socialità e sensibilizzazione attraverso il co-housing “Casetta” per persone migranti a Saluzzo, una scuola di italiano, laboratori artistici ed eventi sportivi inclusivi. L’opera mostra come la denuncia delle ingiustizie e delle disuguaglianze territoriali possa trasformarsi, grazie al volontariato, in azioni concrete capaci di generare cambiamento e speranza. Ingresso libero.

Giovedì 8 ottobre
Ore 18.00 – Fuori Luogo, via Enrico Toti, 18
Abitare le differenze. Donne e comunità nella città che cambia.
Dialogo tra Sumaya Abdel Qader (Phd, sociologa e ricercatrice) e Violetta Gambino (architetta).

Come si progetta una città capace di accogliere, includere e valorizzare le diversità? Che ruolo hanno le donne nella costruzione delle comunità di domani? Un confronto che unisce urbanistica e sociologia per riflettere sulle trasformazioni dello spazio urbano contemporaneo e scoprire come l’architettura e l’interculturalità possano ridefinire i nostri quartieri, abbattere le barriere e creare spazi più equi e inclusivi per tutti. Ingresso libero.

Venerdì 9 ottobre
Ore 18.00 – Hub Memoria Futura, piazza San Martino, 11
Donne in politica al servizio di una comunità plurale.
Con Kiranjit Kaur (consigliera comunale di Novellara RE), Raisa Labaran (consigliera comunale di Brescia), Stefania Morra (Vicesindaco di Asti) e Vittoria Briccarello (consigliera comunale di Asti) . Moderatrice: Maria Cristina Molfetta (Fondazione Migrantes).

L’incontro offre una riflessione sul ruolo e sull’impatto della rappresentanza femminile all’interno delle istituzioni locali, con un focus particolare sulla gestione e sullo sviluppo di società multiculturali e plurali. Attraverso le testimonianze dirette di amministratrici locali impegnate in diversi contesti territoriali, il dibattito affronta le sfide amministrative quotidiane, le politiche di inclusione e le buone pratiche volte a favorire la coesione sociale e il dialogo interculturale nelle comunità cittadine. Ingresso libero.

Ore 21.00 – Chiesa della Consolata, via Adrian A. Hope, 15
Un filo di voci
Concerto a cura di Jane e Leonard Plumbini con le Vocal Vibes e i Sound Grain.

“Un filo di voci” è un concerto pop che unisce voci diverse, storie diverse in un unico legame umanitario e universale che intreccia tutti come individui di un mondo che crede ancora in una speranza di pace. Con i gruppi Soundgrain (quartetto di violoncelli e chitarra) e Vocal Vibes (coro giovanile). A cura di Leonard e Jane Plumbini. Ingresso libero.

Sabato 10 ottobre
Ore 9.30 – Hub Memoria Futura, piazza San Martino, 11
Il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo tra automatismi e controllo delle corti.
Presentazione del Quaderno n. 2 del Centro Studi e Ricerca dell’Accademia di Formazione Equapiù. Intervengono Francesca Pesce, autrice del volume, e Adriano Scarpelli (Presidente di Carretera Central ETS).

L’incontro analizza le recenti riforme europee in materia di flussi migratori e diritto d’asilo, approfondendo in particolare il delicato equilibrio tra le procedure automatizzate di gestione e il ruolo di garanzia svolto dagli organi giurisdizionali. Ingresso libero.

Ore 11.00 – Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”, sala delle colonne, via Goltieri, 3
Presentazione del libro “Non solo maranzine” di Gabriella Simoni.
L’autrice dialogherà con Isabella Sorgon (insegnante, già referente Provinciale di Libera Asti).

Un viaggio intenso e senza filtri dentro la realtà delle periferie e delle comunità di recupero, attraverso le storie di undici ragazze italiane e straniere cresciute tra violenza, abbandono e assenza di punti di riferimento. Spesso etichettate e ridotte allo stereotipo superficiale di “maranzine”, queste giovani diventano il simbolo di un’intera generazione invisibile che lotta quotidianamente per essere vista, ascoltata e riconosciuta oltre il proprio passato. Ingresso libero.

Ore 16.30 – Centro città
Pelle pubblica.
Performance di Bahar Heidarzade (artista e attivista iraniana).

Un’esperienza immersiva che ribalta i ruoli, ponendo il corpo immobile dell’artista al centro di un atto collettivo di creazione. Il pubblico è invitato a dipingere con gessi e colori la propria idea di pace sulla veste bianca indossata dalla performer. Tra disagio, fiducia e responsabilità attiva, l’opera dimostra come la pace sia un’azione condivisa che interpella la coscienza di ciascuno.

Ore 18.15 – Casa del Popolo, via Brofferio, 129
Iran: il coraggio delle donne.
Elena Radovix (artista) intervista Bahar Heidarzade (artista e attivista iraniana).

Una testimonianza diretta sulla condizione femminile in Iran e sui movimenti di resistenza culturale e sociale che vedono le donne protagoniste della richiesta di diritti e libertà. Attraverso la lente dell’espressione artistica come strumento di denuncia e attivismo, l’evento approfondisce le complessità del contesto iraniano contemporaneo. Ingresso libero.

Domenica 11 ottobre
Foyer delle Famiglia, via Milliavacca, 5
La Festa dei Popoli

Una giornata di festa che celebra la ricchezza delle differenze attraverso cibo, danze, canti e letture dal mondo. Un’occasione per incontrarsi, conoscersi e condividere storie e tradizioni in un clima di apertura e rispetto reciproco. Un invito a costruire legami di fraternità nel segno del dialogo tra i popoli.
Programma
– ore 12.30: La Tavola dei Popoli. Momento conviviale aperto a tutti portando un piatto da condividere.
– ore 14.00: Canti e danze dal mondo a cura delle comunità internazionali.
– ore 14.30: Letture ad alta voce ‘Nati per Leggere’ ed attività per bambini.
– ore 16.30: Celebrazione eucaristica in Cattedrale.

Lunedì 12 ottobre
Ore 18.00 – CPIA, piazza Leonardo da Vinci, 22
Costruire umanità insieme. La solidarietà e lo sguardo dal margine come antidoto al potere e allo scarto.
Con Alessandra Morelli (già funzionaria ONU).

L’esperienza trentennale di Alessandra Morelli nelle emergenze umanitarie guida questa riflessione sulla solidarietà e sulla cura dell’altro come scelte umane per contrastare la cultura dello scarto. Attraverso lo sguardo di chi ha operato al fianco dei rifugiati, l’incontro analizza come rimettere al centro la dignità della persona e la custodia dei più vulnerabili. Un invito concreto a disarmare la logica del potere per edificare un’umanità condivisa, giusta e capace di reciproca attenzione. Ingresso libero.

Martedì 13 ottobre
Ore 17.30 – Foyer delle Famiglie, via Milliavacca, 5
Preghiera interreligiosa per la pace.

Un momento di raccoglimento e spiritualità condivisa in cui le diverse tradizioni religiose si uniscono per invocare il dono della pace. Attraverso il silenzio, le letture e le preghiere corali, l’incontro supera i confini confessionali per valorizzare ciò che unisce l’umanità contro ogni forma di violenza e divisione. Un’occasione per riaffermare il ruolo delle fedi come ponti di dialogo, speranza e riconciliazione tra i popoli. Ingresso libero.

Mercoledì 14 ottobre
Ore 18.00 – Foyer delle Famiglie, via Milliavacca, 5
Presentazione del libro “Speranza è il mio nome” di Antonella Squillace.
L’autrice dialogherà con Daniela Iavarone, codirettrice Migrantes Asti.

Ispirato a reali fatti di cronaca ed esperienze d’accoglienza al confine di Ventimiglia, il romanzo riscrive il destino di una sedicenne eritrea in fuga con il cugino dal servizio militare obbligatorio. Attraverso flashback tra il deserto, l’inferno libico e il Mediterraneo, la protagonista ripercorre il viaggio intrecciando la sua storia con quella di altri giovani minori non accompagnati in cerca di riscatto. Uniti da una profonda solidarietà, i ragazzi affrontano traumi e confini aggrappandosi alla speranza di una vita libera. L’opera dà così volto e dignità a chi viene troppo spesso ridotto a semplice numero statistico. Ingresso libero.

Giovedì 15 ottobre
Ore 18.00 – CPIA, piazza Leonardo da Vinci, 22
Storie migranti: impegno e partecipazione al femminile
Tavola rotonda con: Dennis Marcela Bejarano, Aracelis Guerrero, Rozeta Brozi Plumbini, Fatima Issah, Amy Camara, Maroua Tahaoui. Moderatrice: Cristiana Luongo (giornalista).

Una tavola rotonda sui percorsi di riscatto, attivismo e leadership delle donne con background migratorio, incentrata sulla loro capacità di incidere nella comunità locale. Attraverso il confronto tra esperienze e culture diverse, le partecipanti raccontano l’impegno nel nostro territorio e la costruzione di reti di solidarietà. Un dibattito al femminile per superare gli stereotipi e riconoscere la partecipazione come motore di reale integrazione sociale. Ingresso libero.

Sabato 17 ottobre
Ore 16.00 – Di fronte all’oratorio di San Domenico Savio, via A. Tosi, 30
Inaugurazione del Murale “Il filo invisibile: donne, pace, comunità”.

Il Festival dei Popoli si conclude con la consegna alla cittadinanza di un’opera collettiva frutto di un percorso condiviso di laboratori incentrati sul ruolo fondamentale delle donne, sulla cura e sull’integrazione. Attraverso il linguaggio della street art, i volti, le mani e le storie delle donne migranti si intrecciano sul muro per dare forma tangibile al contributo invisibile che sorregge il nostro tessuto sociale. Il murales resta così come simbolo permanente di solidarietà, memoria e pace, capace di unire diversità culturali e generazioni in un’unica comunità.